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GIOVANNI AZZOLIN
Studioso di storia Thienese

Una meta giubilare

LA MADONNA DELL'OLMO

Continua ininterrotto ancor oggi al Santuario il flusso di pellegrini e visitatori testimoni di una fede sempre viva.
 
 
Santuario della Madonna dell'Olmo

a strapazzarono e la trattarono da matta. Cosi' la contadina pastorella se ne tornò tacendo e piangendo dalle sue due compagne, dopo aver parlato « con le Autorità» di Thiene.

La tradizione e gli storici non ci dicono se erano autorità civili o religiose. Forse tutte e due, perché anche in altre apparizioni della Madonna a dei bambini, sempre questi furono trattati male, non creduti e considerati dei matti, sia dalle autorità civili, sia da quelle religiose.

Era di sabato e, probabilmente, era la primavera del 1530, perché gli olmi alla periferia di Thiene, oltre la contrada Castelletto, verso Marano, erano folti di tenere foglie. E proprio tra quelle foglie di un olmo - dice la persistente tradizione - tre pastorelle, che erano là con le pecore, videro la Madonna col Bambino Gesù in braccio.

La Vergine pregò la più grandicella delle tre di andare, a nome suo, dalle Autorità per avvertirle che Dio era molto arrabbiato con quelli di Thiene e che avrebbe mandato una terribile carestia se non si fossero pentiti dei loro peccati e tornati a vivere onestamente. Ma venne derisa e insultata.

Il sabato successivo, ancora nello stesso posto, la pastorella rivide la Madonna che le ripete il messaggio. Ma la risposta fu negativa e i modi villani. Il terzo sabato ci fu un fatto straordinario: l'olmo venne prodigiosamente scorticato, ma restò vivo con il fogliame bello verde. Le Autorità - assicura la tradizione - andarono a vedere, però si rifiutarono di invitare i cittadini di Thiene ad un onesto vivere e di costruire, vicino a quell'olmo, una chiesetta come aveva chiesto la Madonna.

Ci volle il miracolo di Centrale per piegare quei miscredenti di thienesi. Tutti conoscevano il Gobbo di Centrale, uno storpio incapace di fare un passo da solo. E vedendolo sano e sentendolo raccontare che era stata la Madonna a guarirlo, tutti - autorità civili e religiose e popolo - gli credettero e vollero una cappella che ricordasse in futuro tanto prodigio.

Il Chiostro del Santuario

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